La crisi economica, acuita prima dalla pandemia e poi dal conflitto russo-ucraino, ha portato molte famiglie e lavoratori a fronteggiare difficoltà finanziarie importanti. L’aumento del costo della vita e la contrazione del potere d’acquisto rendono spesso difficile ottenere un prestito dalle banche tradizionali, soprattutto per chi non ha un contratto stabile o una busta paga. In questo contesto, il prestito tra soggetti privati rappresenta una possibile alternativa per accedere a liquidità in tempi brevi e con minori vincoli burocratici.
Questa forma di finanziamento può avvenire in due modalità principali: in presenza, con accordi scritti e testimoni, oppure online attraverso piattaforme digitali dedicate, note come Social Lending o Peer to Peer Lending (P2P). In entrambi i casi è fondamentale che vi sia un contratto che tuteli entrambe le parti e stabilisca termini, interessi e modalità di rimborso.
Vediamo nel dettaglio come funziona il prestito tra privati, chi può erogarlo e quali strumenti digitali si possono usare in sicurezza.
Cos’è il prestito tra soggetti privati
Il prestito tra privati è un accordo economico stipulato tra due persone fisiche che non operano come intermediari finanziari autorizzati. Può essere una soluzione utile in caso di necessità urgente di denaro, spese impreviste, rifiuto da parte di una banca, oppure quando si ha bisogno di un finanziamento senza busta paga o con tassi d’interesse più bassi rispetto a quelli bancari.
Chi sceglie di stipulare un prestito in presenza deve fare attenzione a non esporsi a rischi: l’accordo deve sempre essere formalizzato per iscritto, preferibilmente con la presenza di testimoni o di un legale. In caso contrario, si potrebbe incorrere in pratiche irregolari o addirittura illegali, come l’usura.
Questi prestiti non sono finalizzati: chi li richiede non deve specificare l’utilizzo che intende fare della somma ricevuta. Tuttavia, non essendoci garanzie di tipo bancario o assicurativo, il prestatore privato si espone a un rischio maggiore in caso di mancato rimborso.
Chi può concedere prestiti tra privati
I prestiti tra soggetti privati possono essere richiesti a:
- prestatori di denaro professionisti
- familiari
- amici
- conoscenti
- colleghi
Spesso, chi ha bisogno di liquidità si rivolge prima a persone di fiducia, come familiari o amici, che generalmente offrono denaro senza richiedere interessi. Tuttavia, questa soluzione può presentare un limite: l’importo messo a disposizione potrebbe non essere sufficiente rispetto alle reali necessità. Inoltre, anche tra conoscenti è fortemente consigliato mettere per iscritto le condizioni del prestito, onde evitare fraintendimenti futuri.
In alternativa, è possibile rivolgersi a prestatori professionisti reperibili tramite siti Internet o piattaforme dedicate. In questi casi, le condizioni sono più strutturate e potrebbero includere interessi, garanzie personali o la richiesta di documentazione. Esistono strumenti specifici che facilitano il contatto, come Melissa Data o Click2Mail, ma la soluzione più sicura resta l’uso delle piattaforme P2P regolate.
Piattaforme di Social Lending: come funzionano
Il Social Lending (o P2P Lending) è un sistema in cui privati possono ottenere prestiti da altri soggetti privati attraverso piattaforme digitali. In Italia, le più note sono Prestiamoci, Soisy e Smartika. Questi marketplace svolgono il ruolo di intermediari tecnici, fornendo strumenti trasparenti, regole di accesso chiare e tutele sia per chi presta che per chi riceve.
Chi desidera richiedere un prestito su queste piattaforme deve soddisfare precisi requisiti di merito creditizio, spesso simili a quelli bancari, ma con margini di flessibilità maggiori. La procedura prevede:
- registrazione sulla piattaforma
- invio della richiesta di prestito
- valutazione della domanda e della solvibilità
- accredito del denaro in caso di approvazione
Il finanziamento avviene tramite bonifico bancario e il rimborso avviene con rate mensili, spesso attraverso addebito diretto SEPA. A seconda del profilo del richiedente e del livello di rischio, le somme vengono concesse da uno o più prestatori, che suddividono l’importo complessivo in più quote per ridurre l’esposizione personale.
I tassi d’interesse variano solitamente tra l’1,7% e il 5,4%, a seconda della durata, della somma richiesta e dell’affidabilità del debitore. In molti casi, è possibile richiedere anche prestiti senza busta paga, offrendo in cambio garanzie alternative come fideiussioni, pegni, cambiali o la firma di un garante. Tuttavia, in assenza di reddito stabile, gli importi concessi sono generalmente limitati a 5.000 euro o meno.
Un altro vantaggio delle piattaforme di Social Lending è la rapidità nell’erogazione: una volta completata la procedura e ottenuto l’ok, i tempi di accredito sono spesso inferiori a quelli bancari. Inoltre, l’assenza di intermediazione finanziaria diretta riduce i costi complessivi per il richiedente.
È bene ricordare che, sebbene meno formali dei prestiti bancari, anche i prestiti P2P devono essere regolarmente restituiti secondo il piano concordato. In caso di mancato pagamento, possono scattare le stesse azioni previste per i debiti bancari, incluse segnalazioni e recupero crediti.










